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Costruire il tempo: quando in seconda primaria si impara a leggere l’orologio

Costruire il tempo: quando in seconda primaria si impara a leggere l’orologio
22 dic 2025
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C’è un’attività che attraversa le generazioni, che molti di noi ricordano con un sorriso e che, ancora oggi, conserva intatto il suo valore educativo: costruire l’orologio.

Alla Scuola primaria Amici del Sacro Cuore, i bambini di seconda primaria hanno affrontato proprio questa esperienza, inserita nel percorso di storia per comprendere il tempo che passa, si misura e si racconta.


Un’attività semplice solo in apparenza, che in realtà apre la porta a concetti complessi: successione, durata, attesa, memoria, cambiamento.


Perché costruire un orologio a scuola (ancora oggi)


Viviamo in un mondo in cui il tempo è ovunque: sugli smartphone, sui computer, nei calendari digitali.
Eppure, per un bambino, il tempo è qualcosa di astratto: è ciò che succede prima e dopo, è la ricreazione che arriva, è il compleanno che si avvicina, è l’attesa della mamma all’uscita da scuola.


Costruire un orologio con le proprie mani significa:

    •    dare forma concreta a un concetto invisibile

    •    comprendere la ciclicità delle ore

    •    iniziare a distinguere tra tempo soggettivo (“non passa mai”) e tempo oggettivo (misurabile)


È un passaggio fondamentale nello sviluppo cognitivo, ed è uno dei motivi per cui questa attività è presente nella didattica da decenni.



Un viaggio nella storia: quando l’uomo ha iniziato a misurare il tempo


Prima degli orologi come li conosciamo oggi, l’uomo osservava il cielo. Il sole, le ombre, il susseguirsi delle stagioni. Nascono così le meridiane, i primi strumenti per suddividere la giornata e dare un ordine al tempo naturale.


Con il passare dei secoli arrivano gli orologi meccanici, le torri civiche, i campanili che scandiscono le ore della vita collettiva: il lavoro, la preghiera, l’incontro. Il tempo diventa sempre più condiviso, sempre più sociale.


Nell’Ottocento, però, il progresso pone una nuova sfida: come coordinare il tempo in un mondo che si muove sempre più velocemente?

È qui che entra in gioco una figura spesso poco citata ma fondamentale: Quirico Filopanti, matematico italiano, che concepisce il sistema dei fusi orari ben 21 anni prima che venga ripreso e diffuso a livello internazionale.


Filopanti immaginò un mondo diviso in fasce temporali per rendere possibile la sincronizzazione degli orari, anticipando un’esigenza che sarebbe diventata cruciale con lo sviluppo delle ferrovie e delle comunicazioni globali.


Raccontare ai bambini che il tempo, così come lo conosciamo oggi, è il frutto di intuizioni, studio e necessità concrete, li aiuta a comprendere che la storia non è qualcosa di lontano o astratto, ma nasce da problemi reali… spesso molto simili a quelli che viviamo ancora oggi.


L’orologio come strumento di storia (non solo di matematica)


Alla scuola primaria Amici del Sacro Cuore, questa attività non è solo un esercizio tecnico. È un vero lavoro di educazione storica:

    •    si riflette su come vivevano le persone prima

    •    si osserva come il tempo organizzava la giornata

    •    si collega l’esperienza personale alla storia collettiva



Il bambino non impara solo a leggere l’ora. Impara che il tempo è relazione, organizzazione, responsabilità.

Durante l’attività, i bambini:

    •    ritagliano

    •    assemblano

    •    colorano

    •    sbagliano e correggono


Alla scuola primaria Amici del Sacro Cuore, anche un’attività “classica” diventa occasione di crescita profonda, perché inserita in una visione educativa che mette il bambino, la sua esperienza e il suo territorio al centro.