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Ukulele a scuola: quando la musica diventa scelta educativa

Ukulele a scuola: quando la musica diventa scelta educativa
23 dic 2025
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Per decenni, nelle scuole primarie italiane, il flauto dolce è stato lo strumento musicale per eccellenza.
Economico, diffuso, pratico.
Per molti adulti è ancora oggi legato a ricordi contrastanti: c’è chi lo ricorda con affetto e chi… con un leggero mal di testa.


Alla Scuola primaria Amici del Sacro Cuore, invece, è stata fatta una scelta diversa, non scontata e profondamente educativa: l’ukulele come strumento musicale scolastico, sotto la cura attenta, competente e appassionata della maestra Aura.


Una scelta che dice molto della visione della scuola.


Un piccolo strumento con una grande storia


L’ukulele nasce alla fine dell’Ottocento nelle isole Hawaii, in un periodo di grande incontro tra culture diverse.
I lavoratori portoghesi arrivati sull’arcipelago portarono con sé piccoli strumenti a corda, simili al cavaquinho e al braguinha.
Da questo incontro tra tradizione europea e sensibilità musicale hawaiana prese forma l’ukulele, uno strumento nuovo, semplice e immediato, destinato a diventare parte integrante dell’identità culturale locale.


Il nome ukulele viene spesso tradotto come “pulce saltellante”, un’espressione vivace che richiama il movimento rapido delle dita sulle corde.
Fin dalle sue origini, infatti, questo strumento è stato associato a gioia, leggerezza, condivisione.
Non nasce per stupire o per esibire virtuosismi, ma per accompagnare la voce, la danza, la vita quotidiana.


Con il tempo, l’ukulele ha superato i confini delle Hawaii e ha iniziato un viaggio sorprendente.
È arrivato negli Stati Uniti, poi in Europa, entrando nella musica popolare, nel jazz, nella musica folk e persino nel pop contemporaneo.
Ancora oggi viene suonato:

    •    sulle spiagge e nelle piazze

    •    nei contesti educativi

    •    nei gruppi musicali e nelle famiglie


Proprio questa sua vocazione popolare e inclusiva lo rende uno strumento ideale anche a scuola.
L’ukulele non è mai stato uno strumento “elitista”: è nato per stare tra le persone, per creare relazione, per rendere la musica accessibile a tutti.
Ed è forse per questo che, ancora oggi, continua a parlare anche ai bambini, con un linguaggio semplice ma profondamente autentico.



Perché proprio l’ukulele a scuola


L’ukulele è uno strumento accessibile, ma non banale.

È piccolo, leggero, immediato, e permette ai bambini di:

    •    produrre suono fin dalle prime lezioni

    •    suonare insieme, creando armonia

    •    sviluppare ritmo, ascolto e coordinazione


A differenza di altri strumenti, l’ukulele non scoraggia, non isola, non crea competizione.
Favorisce invece il lavoro di gruppo, l’ascolto reciproco e il piacere di fare musica insieme.


Ed è proprio qui che la scelta della Primaria Amici del Sacro Cuore diventa educativa, non solo musicale.


La musica come esperienza condivisa


Nella didattica della Scuola primaria Amici del Sacro Cuore, la musica non è mai un’attività isolata o puramente tecnica.
Non si tratta di “imparare uno strumento” in senso stretto, ma di vivere un’esperienza collettiva in cui ogni bambino è parte di un insieme.


Suonare l’ukulele in gruppo significa imparare a stare nel tempo dell’altro, ad aspettare, ad ascoltare, a riconoscere quando entrare e quando fermarsi.
È un esercizio continuo di attenzione e rispetto reciproco, in cui il risultato finale – l’armonia – dipende dalla capacità di ciascuno di non sovrastare gli altri, ma di trovare il proprio posto.



Durante le lezioni, i bambini sperimentano che l’errore non è un fallimento, ma una parte naturale del processo. Una corda pizzicata nel momento sbagliato, un accordo che non suona come dovrebbe, diventano occasioni per aggiustare, riprovare, sostenersi a vicenda.
La musica, così, diventa uno spazio sicuro, in cui è possibile mettersi in gioco senza paura.


Questa dimensione condivisa favorisce competenze che vanno ben oltre l’ambito musicale:

    •    la capacità di collaborare

    •    la gestione delle emozioni

    •    il senso di appartenenza al gruppo

    •    la fiducia in sé e negli altri


Sotto la guida attenta e competente della maestra Aura, la musica viene proposta come linguaggio comune, capace di unire bambini diversi per carattere, abilità e sensibilità.
Ognuno contribuisce con ciò che può, e proprio questa diversità diventa ricchezza.


In questo modo, l’esperienza musicale non forma solo l’orecchio, ma educa alla relazione.
E quando una scuola sceglie di investire in questo tipo di percorso, sta insegnando qualcosa di profondamente umano: che l’armonia non nasce dalla perfezione, ma dall’ascolto reciproco.