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Un delitto... in classe! Alla scoperta del racconto giallo attraverso un’indagine dal vivo

Un delitto... in classe! Alla scoperta del racconto giallo attraverso un’indagine dal vivo
31 gen 2026
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In classe quarta, lo studio dei testi non è mai solo teoria.
I bambini scoprono i diversi tipi di testo, ne analizzano le caratteristiche e imparano a riprodurli, ma sempre partendo dall’esperienza.
Tra questi, il racconto giallo occupa un posto speciale: è un genere che incuriosisce, coinvolge, tiene con il fiato sospeso e invita a ragionare.


Per questo motivo, abbiamo deciso di non limitarci a leggerlo o analizzarlo sui libri, ma di viverlo in prima persona.



Il giallo: un testo che cattura e mette alla prova il pensiero


Il racconto giallo, per sua natura, deve essere accattivante.
Il lettore è chiamato a osservare, a cogliere indizi, a farsi domande, a formulare ipotesi e a rivederle strada facendo.
Nulla è lasciato al caso: ogni dettaglio può essere utile, ogni parola può nascondere un indizio.


È proprio questa complessità che lo rende uno strumento prezioso dal punto di vista educativo.
Il giallo non allena solo la scrittura, ma anche il pensiero logico, critico e deduttivo.


Una scena del crimine… a scuola


Per introdurre il genere, abbiamo trasformato la scuola in un vero e proprio luogo del delitto.

All’ingresso in classe, i bambini si sono subito accorti che qualcosa era diverso dal solito: la scuola era allestita come una scena del crimine, con indizi da osservare, elementi fuori posto e dettagli da analizzare.


Divisi in piccoli gruppi, i bambini hanno iniziato a:

    •    osservare attentamente l’ambiente

    •    individuare gli indizi, distinguendo quelli utili da quelli fuorvianti

    •    analizzare le schede dei sospettati

    •    interrogare direttamente i sospettati, interpretati dalle maestre presenti a scuola


Un’esperienza immersiva che li ha messi subito nei panni dei veri detective.



Indizi, bugie e deduzioni: il valore del ragionamento


L’attività non si è basata sull’intuizione o sul “secondo me”.
Ogni ipotesi doveva essere sostenuta da prove, collegando gli indizi raccolti alle dichiarazioni dei sospettati.


I bambini hanno collaborato, discusso, messo in dubbio le proprie certezze e imparato a riconoscere le incongruenze nei racconti.
Quando finalmente è stato individuato il colpevole, non è bastato dire “è stata lei”:

ognuno ha dovuto spiegare come, perché e sulla base di quali indizi si era arrivati a quella conclusione.


Un esercizio profondo di logica, confronto e pensiero critico.



Dall’esperienza alla scrittura: costruire il racconto giallo


Conclusa l’indagine, ci siamo ritrovati tutti insieme davanti a una lavagna allestita come in una vera stazione di polizia: indizi, collegamenti, sospettati, eventi.
Da qui siamo ripartiti per analizzare la struttura del racconto giallo:

    •    l’evento iniziale

    •    i personaggi

    •    gli indizi

    •    i depistaggi

    •    la soluzione finale


Avendo vissuto il giallo “dal vivo”, i bambini hanno potuto riconoscere con facilità le sue parti fondamentali e trasformare l’esperienza in scrittura consapevole.



Imparare facendo, pensare vivendo


Questa attività ha permesso ai bambini di sperimentare il testo non come qualcosa di astratto, ma come un’esperienza concreta, coinvolgente e condivisa.

Mettersi nei panni di un detective ha dato senso allo studio, ha reso l’apprendimento memorabile e ha mostrato come il pensiero logico possa nascere dal gioco, dall’osservazione e dalla collaborazione.


Perché quando la scuola riesce a stupire, il sapere non si dimentica.